Sto correggendo i compiti in classe di aritmetica dei miei studenti di prima. Da una parte riscontro con piacere dei progressi anche rilevanti, che ovviamente non mancherò di far notare agli interessati. Dall’altra incontro ancora un po’ troppi errori nel risolvere le espressioni, sia per quanto riguarda le operazioni fondamentali sia per quanto riguarda le parentesi.

Da una parte ci sono studenti che durante i compiti in classe si fanno prendere dalla fretta e si distraggono, finendo per fare errori che con più tempo e più concentrazione non farebbero. In altri casi però gli studenti non sanno proprio come svolgere le operazioni fondamentali /soprattutto le divisioni che per molti sono un calvario) o lo stanno imparando ora e finiscono per fare errori grossolani. Oppure non hanno studiato a sufficienza il procedimento da seguire e se devono calcolare, ad esempio, 5+3:2, svolgono prima l’addizione e poi la divisione!

Faccio, come al solito, alcune considerazioni:

– bisogna spiegare agli studenti perchè l’espressione va risolta seguendo un certo ordine, perchè bisogna risolvere le moltiplicazioni prima delle addizioni eccetera. Bisogna mostrare che l’espressione, se risolta secondo un ordine diverso, darebbe un risultato diverso.

-Ogni anno chiedo agli alunni di preparare uno schema che riassuma il procedimento da seguire e di tenerlo con sè mentre svolgono i compiti per casa finchè non hanno interiorizzato il procedimento. Noto che alcuni ragazzi hanno difficoltà nella preparazione dello schema, cioè scrivono schemi che in pratica non risultano chiarificatori. Questo è un dettaglio molto importante perchè se lo studente non riesce a suddividere un procedimento (o un processo scientifico o un testo letterario o qualsiasi altra cosa) nei suoi passaggi non riusciranno mai a padroneggiarlo, anche se dovessero studiarlo all’infinito e ovviamente si sentiranno frustrati per questo. Mi sembra importante, indipendentemente dalla materia, insegnare ai ragazzi a fare schemi, riassunti, tabelle, mappe e tutto ciò che può aiutarli a dare un senso a quello che studiano.

-Le operazioni fondamentali si studiano alle elementari e alle medie dovrebbero essere scontate. Purtroppo non lo sono e molti studenti faticano addirittura ad eseguire una somma con il riporto, come se non ne avessero mai fatta una in vita loro. Mi domando allora: com’è possibile che ci siano tutte queste difficoltà? Intendiamoci: si può essere bravi in matematica anche senza saper fare i calcoli ed anche nella matematica delle scuola dell’obbligo bisogna utilizzarli come mezzo e non come fine (ovvero, ad esempio, bisogna capire il concetto di volume e poi trovare il volume, non applicare una formula e risolvere due moltiplicazioni senza sapere perchè). Secondo me saper fare i calcoli serve a non essere vincolati: essere costretti ad utilizzare la calcolatrice anche per operazioni semplici è una forma di schiavitù!

-Alcuni insegnanti cominciano con le espressioni alla fine delle elementari. Secondo me iniziare con le espressioni ha senso solo se tutta la classe svolge senza difficoltà le operazioni fondamentali; in caso contrario sarebbe meglio concentrarsi su quelle e lasciare le espressioni per le medie. Se è vero che le espressioni più semplici non introducono di fatto nulla di nuovo (l’unica cosa nuova è il procedimento da seguire) è vero anche che è inutile complicare delle cose che non sono ancora state ben recepite. A volte infatti i miei alunni di prima sanno con che procedimento risolvere un’espressione ma non sanno come fare le divisioni (e allora il procedimento per le espressioni a cosa serve?).

I ragazzi, comunque, se la sono cavata abbastanza bene.

Buona serata!

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